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Lo Yak – Bos grunniens

  • 27/11/2017

Lo yak (Bos grunniens Linnaeus, 1766) detto anche bue tibetano, è un animale simile ad un grosso toro, ma con pelo più folto e lungo. È un mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia Bovidae

Allo stato brado, gli esemplari maschi adulti raggiungono dimensioni imponenti, possono superare i 200 cm di altezza al garresecon una lunghezza di oltre 325 cm e pesano mediamente 1.000 kg, le femmine sono invece più minute e meno massicce, pesano mediamente 300 kg. La sottospecie domestica ha dimensioni decisamente inferiori: i maschi pesano dai 350 ai 580 kg e le femmine hanno un peso compreso tra i 225 e i 255 kg.

L’aspetto fisico è caratterizzato da una folta pelliccia con lunghi peli con gradazioni di colore tra il marrone scuro e il nero, le corna sono grandi e allungate con una curvatura verso l’alto, un lungo ciuffo di peli ricopre parte della fronte, anche la coda è ricoperta di lunghi peli. Le popolazioni addomesticate e selezionate dall’uomo presentano gambe più corte, zoccoli più ampi, la colorazione della pelliccia è più diversificata e va dal nero al bianco ed è spesso chiazzata; le corna sono più deboli e talvolta possono essere assenti del tutto.

Gli yak possiedono grandi polmoni, un numero elevato di globuli rossi ed una concentrazione di emoglobina più elevata della maggior parte degli altri bovidi. Tutte queste caratteristiche permettono loro di vivere e di prosperare ad elevate altezze, cosa che gli altri bovidi non sarebbero in grado di fare per il clima e l’aria rarefatta.

Per gran parte dell’anno, i maschi e le femmine vivono in gruppi separati. Mentre le femmine e i vitelli ( inclusi occasionalmente i giovani maschi ) formano grandi branchi, i maschi adulti trascorrono il loro tempo da soli o in piccoli gruppi. Durante la stagione degli accoppiamenti che inizia a settembre, i maschi raggiungono i branchi delle femmine. I maschi si contendono harem di femmine combattendo fra di loro spesso anche violentemente. Le femmine generalmente partoriscono in giugno.

Gli yak selvatici passano la maggior parte del loro tempo a pascolare; sono attivi principalmente durante il giorno. Vivono in branchi che possono variare in dimensioni da 20 a 200 individui, ma generalmente i maschi formano gruppi composti da 2 a 5 individui e da 6 a 20 capi per quanto riguarda le femmine. Durante le tormente di neve per proteggersi dal freddo si sdraiano uno accanto all’altro quasi a formare un cerchio, con la testa rivolta verso l’interno aspettando che le condizioni meteorologiche migliorino. Un altro aspetto interessante del comportamento degli yak selvatici è che, per ragioni sconosciute, essi talvolta attaccano e uccidono i loro omologhi addomesticati. La prospettiva massima di vita per uno yak è di 25 anni.

Allo stato brado, la femmina partorisce un vitello all’anno, la gestazione dura circa 9 mesi, lo svezzamento dura un anno, la maturità sessuale viene raggiunta ad un’eta di 6-8 anni. Gli esemplari addomesticati di yak hanno invece un ciclo riproduttivo più vario, slegato da stagioni riproduttive e la mucca talvolta può partorire più di un vitello all’anno.

È la femmina ad accudire la prole, questo è dovuto al fatto che le femmine e i maschi selvatici trascorrono la maggior parte dell’anno in gruppi separati. I vitelli appena nati sono in grado di reggersi in piedi e di camminare dopo poche ore.

L’areale degli esemplari selvatici è limitato all’altopiano tibetano, mentre gli esemplari addomesticati si trovano in una zona molto più ampia dell’Asia centrale. Le specie selvatiche si sono estinte in Mongolia già nel XVIII secolo e sono in pericolo anche in Tibet, a causa della caccia e dell’espansione della pastorizia.

L’habitat dello yak può variare, ma è composto soprattutto da tre aree con vegetazione diversa: pascoli alpini, steppa alpina e steppa desertica. Ognuno di questi ecosistemi garantisce agli yak grandi aree ricche di prati, ma differiscono per il tipo di graminacee e di piccole arbusti che vi crescono, per la quantità di vegetazione disponibile, per la temperatura media e per le precipitazioni annue.

Il loro habitat può variare anche in funzione delle stagioni; nei periodi freddi in cui scarseggia il cibo, alcuni branchi compiono anche grandi migrazioni alla ricerca di erba, di muschi e di licheni. Tuttavia, gli yak non prediligono il clima caldo, preferendo invece le temperature più fredde degli altopiani, zone nelle quali fanno ritorno non appena le temperature salgono. Gli esemplari allo stato brado negli ultimi decenni si sono sempre più diffusi nelle steppe desertiche, le uniche zone dove non vengono disturbati dalle attività umane, che in queste regioni sono limitate invece dalla necessità di disporre di terreni sufficientemente fertili e di precipitazioni.

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